Fedez esplode sui social, Venite da me io sono qua (video)

di Maria Grazia Piscitelli

Pubblicato il 2023-12-08

“Auguro a Leone Lucia Ferragni di beccare un tumore al polmone destro”: cosa fareste voi se qualcuno augurasse a chi amate una cosa del genere? Dopo le minacce di morte, per il piccolo Leone, è arrivato anche l’augurio di una terribile malattia e la reazione di Fedez, il suo papà, non si è fatta attendere. …

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“Auguro a Leone Lucia Ferragni di beccare un tumore al polmone destro”: cosa fareste voi se qualcuno augurasse a chi amate una cosa del genere?

Dopo le minacce di morte, per il piccolo Leone, è arrivato anche l’augurio di una terribile malattia e la reazione di Fedez, il suo papà, non si è fatta attendere.

Già nei giorni scorsi Federico era intervenuto sui social per sottolineare che a lui si poteva dire qualsiasi cosa perché ormai impermeabile a qualsiasi tipo di attacco, ma che i suoi figli erano, aggiungiamo giustamente, intoccabili e che non sarebbe rimasto inerme davanti ad altri attacchi nei loro confronti.

Dopo quel post su X, però, Fedez è esploso e, tramite stories su Instagram, si è scagliato duramente contro i suoi haters.

“Lo so che voi vi state crogiolando, “Ho augurato un tumore ad un bambino di 5 anni, non mi possono fare niente perchè non costituisce reato”, ma tranquilli, a me interessa solo sapere chi siete, il vostro nome e cognome…..

Voi sapete chi sono io, sapete anche dove abito, sapete tutto di me, io non mi nascondo dietro a un nickname falso, dietro a un nome falso.

Io mi assumo la responsabilità di quello che faccio, voi no ed è giunta l’ora che diventi così anche per voi.

Credete che non ci riesca? Ma io velo giuro, sulle cose che ho più care nella mia vita, vi spacco il c**o ragazzi, non avete idea. Ve lo spacco quel c**o di merda conigli infami che non siete altro.

A me non interessa denunciarvi, a me la denuncia serve solo per sapere chi siete….. Accorciate i tempi, venite da me, io sono qua”.

Gli episodi di hating sui social sono ormai un fenomeno fuori controllo.

Uno tira l’altro verrebbe da dire, perchè gli haters si fanno forza tra loro: insieme condividono la responsabilità, e quindi i sensi di colpa diminuiscono.

Sensi di colpa relativi, perché i social rendono gli altri “non del tutto reali”, privi di una vita privata, di un vissuto, di emozioni. Deumanizzare i destinatari di questo odio fa scemare la percezione di star facendo del male a qualcuno

Cosa scatena tutto ciò?

Magari la sensazione che le loro “vittime” siano più fortunate e, per questo, passibili di essere l’oggetto di sfogo per le proprie insoddisfazioni e le proprie frustrazioni.

Il tutto, poi, è spesso accompagnato da scarse risorse, materiali o intellettive; più ciò che si ha di fronte viene percepito come diverso più aumenta l’aggressività.

Purtroppo non esiste uno strumento legislativo che aiuti ad arginare il problema, come sottolineato anche da Fedez, queste persone spesso si nascondono dietro profili fake che ciclicamente vengono disattivati per poi crearne di nuovi e ricominciare.

Quello che però è successo questa volta, va oltre.

Che sia una minaccia di morte fake, l’augurio di una malattia grave, un raffreddore; riversare odio su un bambino di 5 anni, per colpirne il padre, da più l’idea di una vera e seria patologia che andrebbe curata.

Che nessuno provi a sminuire l’accaduto o a pensare che il tutto nasca dal fatto che Federico e Chiara, o chiunque sia vittima di tanto odio, condividano tanto della loro vita sui social; è una narrazione mendace costruita da chi è solito far passare la cattiveria gratuita per ironia.

 

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Maria Grazia Piscitelli

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